Il ciclo delle roce: video!!
Questo blog è concepito come uno strumento di lavoro per la classe 3A dell'Istituto D'Arte Stagi (anno scolastico 2010-11). Obiettivo: esplorare le scienze della Terra, sfruttando le risorse web; imparare attraverso un processo di esplorazione e apprendimento cooperativo... Che può riuscire, però, solo con la curiosità, l'impegno attivo e l'intelligenza creativa di ciascuno. Via all'esperimento! ... I "post" seguono il filo del programma in classe
lunedì 21 febbraio 2011
giovedì 27 gennaio 2011

I VULCANI SOTTOMARINI sono delle aperture , al di sotto delle acque marine , dalle quali può fuoriuscire MAGMA.
LA STORIA :
L'esistenza di vulcani sottomarini è stata dimostrata più di un secolo fa allorché vennero individuati , per mezzo di SCANDAGLI , nel corso della spedizione attorno al mondo effettuata nel 1872- 1876 dalla nave britannica Challenger . Ma ancora prima , nel 1649-1650 , una ERUZIONE di tipo esplosivo del KOLUMBO, un vulcano sottomarino nel Mar Egeo , uccise 70 abitanti della vicina isola di SANTORINI , svelando drammaticamente l'esistenza di vulcani al di sotto delle acque .
Gli studi oceanografici sono stati incrementati enormemente nella seconda metà del XX SECOLO e i moderni sonar multibeam hanno permesso di migliorare enormemente l'accuratezza delle rappresentazioni del Fondale Oceanico . Numerosi vulcani sottomarini sono stati scoperti attorno al 1980 per mezzo di un sistema SONAR a visione laterale , chiamato GLORIA , trainato da una nave oceanografica vicino alla superficie , che riusciva a coprire un'area molto vasta del fondo oceanico , una fascia larga da 36 a 50 chilometri in un solo passaggio . Nonostante l'aumento delle conoscenze avvenuto negli ultimi decenni , molti aspetti relativi al vulcanismo sottomarino sono ancora poco conosciuti .
Un laboratorio naturale che ha permesso di studiare la trasformazione di un vulcano sottomarino in isola è rappresentato dall'ISOLA DI SURTSEY che , posta alla profondità di 130 metri sotto il livello delle acque , in seguito a vistosi fenomeni vulcanici di tipo esplosivo emerse il 14 novrembre 1963 a largo della costa meridionale dell'ISLANDA . Dopo tre anni e mezzo , quando cessarono gli eventi effusivi ( 5 giugno 1967) l'isola aveva raggiounto l'estensione di 2, 7 kilomentri quadrati , da allora , tutttavia , la sua superficie viene continuamente ridotta dall'ATTIVITA' EROSIVA ESOGENA . Il territorio privo di vita della neonata isola permette lo studio importantissimo delle successioni ecologiche e pertanto ne è stato tassativamente vietato l'approdo a tutti fuorché agli studiosi autorizzati i quali devono tuttavia attenersi a rigidi protocolli osservati.
LOCALIZZAZIONI :
La maggior parte delle ERUZIONI VULCANICHE SUL NOSTRO PIANETA su verificano al di sotto del LIVELLO DEL MARE ; si calcola che il 75% del magma annuo sia prodotto da vulcani sottomarini. Il magma , originato dal MANTELLO TERRESTRE , viene eruttato sulla CROSTA OCEANICA principalmente in due zone :
1. nelle DORSALI OCEANICHE , laddove i margini delle ZOLLE divergono e viene formata la nuova LITOSFERA oceanica .
2. in prossimità delle zone di SUBDUZIONE , laddove è possibile rilevare quasi sempre fenomeni di DIAPIRISMO associati ad ARCHI VULCANICI e BACINI DI RETRO - ARCO .
Sebbene la maggior parte dei vulcani sottomarini emergono delle PIANE ABISSALI come SEAMOUNT , alcuni vulcani sono situati in acque poco profonde permettendo che, durante le eruzioni , del materiale vulcanico sia rilasciato nell'ATMOSFERA .
La densità dei vulcani varia notevolmente con l'età della crosta oceanica : la massima densità (oltre 50 vulcani per 10 mila chilometri quadrati) è stata rilevata nell'PACIFICO MERIDIONALE su una crosta oceanica risalente al MIOCENE .
Vicino ai vulcani sottomarini negli abissi oceanici , si trova comunemente delle FORMULE ( in inglese BLACK SMOKERS) luoghi di imponenti attività biologica . Si tratta di strutture cilindriche , alte meno di un metro , da esse fuoriescono vapori molto caldi ( oltre i 300°C) , conteneti sostanze che , a contatto con l'acqua marina fredda del fondale oceanico , precipitano formando minerali ricchi di zolfo e di colore nero . Attorno a queste emissioni idrotermali si sviluppano particolari ecosistemi abissali in grado di sopravvivere in condizioni avverse e in assenza totale di luce.
ERUZIONI :
Anche l'attività vulcaniche di queste aree si distingue in EFFUSIVA , ossia sotto forma di colate di LAVA , ed ESPLOSIVA .
_ La quasi totalità delle emissioni è di tipo BASALTICO , EFFUSIVA e quindi non particolarmente pericolosa . Il contenuto in METALLI ALCALINI nel basalto rinvenuto sulla sommità dei vulcani sottomarini del PACIFICO tende ad essere più elevato di quello rilevato nei basalti delle dorsali medio-oceaniche.Probabilmente i magmi che si sono formati nei serbatoi , poco profondi , sottostanti alle dorsali medio-oceaniche .
_ Le emissioni ESPLOSIVE sono più frequenti in prossimità delle zone di SUBDAZIONE , nei BACINI DI RETRTO -ARCO .Un'episodio esplosivo , che potrebbe essere provocato dal contatto con la lava con l'acqua , potrebbe comportare effetti disastrosi nei vulcani sottomarini a profondità bassa perché provocherebbe l'evaporazione dell'acqua , aumentando il volume di un fattore pari a mille. Per fortuna la maggior parte delle eruzioni sottomarine avviene a profondità superiori a 3000 m e quindi , anche se la temperatura delle acque si aggira intorno allo zero , la pressione idrostatica impedisce qualunque formazione esplosiva di vapore.
LAVA :
Le principali formazioni di lava osservate sono :
_ LAVE LAMINARI: sono costituite da LASTRONI PIATTI , di spessore inderiore fino a 20 cm , e da FORME LOBATE , con superficie liscia . Prevalgono in prossimità delle DORSALI OCEANICHE attive e somigliano alla lava di tipo PHAEHOEHOE, caratteristica delle eruzioni HAWAIANE . In sezione trasversale queste formazioni sono spesse cave e presentano una stratificazione parallela alla superficie .
_ LAVAE A CUSCINO : sono blocchi tondeggianti , allungati nella direzione del pendio , che ricordano nella fotma i cuscinin delle popolazioni del Nord Europa che in sezione trasversale , mostrano una tipica struttura a giunture radiali, causata dalla contrazioene della roccia durante il raffreddamento .Spesso la superficie presenta dei corrugamenti o delle piccole creste perpendicolari alla direzione della colata , corrispondenti probabilmente a successivi stati di raffreddamento durante i quali il magma ha continuato a influire a intermittenza .Per la pressione interna dei " cuscini" , la crosta , che si era raffreddata rapidamente a contatto con l'acqua , può frantumarsi e formare un deposito di frammenti vetrosi che circonda i blocchi ( ialoclastite ).
Non pare esistano differenze tra le diverse lave laminari e quelle a cuscini, e ciò suggerisce che esse abbiano un'origine comune .Confrontando lee colate laviche sottomarine con quelle delle Hawaii , si può osservare che le formazioni laminari sottomarine derivano dall'eruzione di una lava più fluida di quella che produce le formazini dei cuscini .
La fluidità della lava dipende dal grado di cristallizzazione del magma : più è alta la quantità di solisi trasportata , minore è la fluidità della lava .Le lave a cuscini possono rappresentare unon stadio eruttivo successivo alle colate laminari .
Le differenze nell'aspetto esteriore e nella stuttura interna possono essere il risultato di meccanismi eruttivi diversi. La zone con attività vulcanica più recente , per esempio nel tratto della Dorsale dell'Oceano Pacifico orientale , è formata quasi interiormente da lavee laminari . Eventi vulcanici più anctichi , caratterizzati da strutture topografiche ondulate ai magmi delle zone vulcaniche più recenti , hanno dato prevalentemente a lave a cuscini con solo qualche residuo di lave laminari

Il vulcano: Etna

L’Etna è un vulcano attivo che si trova sulla costa orientale della Sicilia. È il vulcano attivo più alto del continente europeo e uno dei maggiori al mondo. La sua altezza varia nel tempo a causa delle sue eruzioni, ma si aggira attualmente sui 3.340 m e il suo diametro è di circa 45 chilometri.
L’origine del nome
Il nome Etna potrebbe risalire alla pronuncia del greco antico[3] del toponimo Aitna (Aἴτνα-ας), nome che fu anche attribuito alle città di Catania e Inessa, che deriva dalla parola greca aitho (bruciare) o dalla parolafenicia attano (fornace). L'Etna era conosciuto nell'età romana come Aetna. Gli Arabi chiamavano la montagna Jabal al-burkān o Jabal Aṭma Ṣiqilliyya ("vulcano" o "montagna somma della Sicilia"); questo nome fu più tardi mutato in Mons Gibel cioè: la montagna due volte (dal latino mons "monte" e dall'arabo Jebel "monte") proprio per indicarne la sua maestosità. E il termine Mongibello rimase di uso comune praticamente fin quasi ai nostri giorni (ancora oggi qualche anziano chiama l'Etna in questa maniera). Secondo un'altra teoria il nome Mongibello deriva da Mulciber (qui ignem mulcet), uno degli epiteti con cui veniva chiamato, dai latini, il dio Vulcano, che serviva a placare la forza distruttiva dell'Etna. Le popolazioni etnee, per indicare l'Etna, usano a volte il termine gergale 'a muntagna semplicemente nel suo significato di montagna per antonomasia.
Oggi il nome Mongibello indica la parte sommitale dell'Etna; l'area dei due crateri centrali, nonché i crateri sud-est e nord-est.
Le eruzioni regolari della montagna, a volte drammatiche, l'hanno resa un soggetto di grande interesse per la mitologia classica e le credenze popolari che hanno cercato di spiegare il comportamento del vulcano tramite i vari dei e giganti delle leggende romane e greche.
La genesi del vulcano Etna
Come tutti i vulcani l'Etna si è formato nel corso dei millenni con un processo di costruzione e
distruzione iniziato intorno a 600.000 anni fa, nel Quaternario. Al suo posto si ritiene vi fosse un ampio golfo nel punto di contatto tra la zolla euro-asiatica a nord e la zolla Africana a sud, corrispondente alla catena dei monti Peloritani a settentrione e all'altopiano Ibleo a meridione. Fu proprio il colossale attrito tra le due zolle a dare origine alle prime eruzioni sottomarine di lava basaltica fluidissima con la nascita dei primi coni vulcanici, al centro del golfo primordiale detto pre-etneo. Si ritiene che tra 200 e 100.000 anni fa questi coni entrarono in una nuova fase di attività eruttiva emettendo lave di altro tipo, alcalo-basaltiche.
Il principale dei coni, che viene denominato dagli studiosi Monte Calanna, è oggi inglobato al di sotto del vulcano. Cessata l'attività di questo, circa ottantamila anni fa entrò in eruzione un nuovo complesso di coni vulcanici, detto Trifoglietto, più ad ovest del precedente, che a dispetto del grazioso nome fu un vulcano estremamente pericoloso, di tipo esplosivo, come ad esempio ilVesuvio e Vulcano delle isole Eolie, che emetteva lave di tipo molto viscoso. L'attività vulcanica si spostò poi ancor più ad ovest con la nascita di un ulteriore bocca vulcanica a cui vien dato il nome di Trifoglietto II. Il sistema collassò circa 64.000 anni fa dando origine all'immensa caldera detta Valle del Bove profonda mille metri e larga cinquemila. Il collasso del vulcano che con le sue eruzioni ormai aveva riempito quasi del tutto il golfo preesistente, portò ad un lungo periodo durato circa 30.000 anni in cui si alternavano fasi di effusione lavica basaltica a fasi esplosive violente con formazione di tufi e altri prodotti piroclastici; al termine del periodo, un nuovo grande cono laterale, ancora più ad ovest, entrò in attività. Era nato il Mongibello, che è quello che forma il complesso ancor oggi in attività. Nel corso del tempo si sono avute fasi di stanca e fasi di attività eruttiva, con un collasso del Mongibello intorno a ottomila anni fa; le lave sono ritornate ad essere di tipo fluido basaltico e si sono formati altri coni di cui alcuni molto recenti.
Attività vulcanica dell’Etna
L'Etna è un vulcano attivo. A differenza dello Stromboli che è in perenne attività e del Vesuvio che alterna periodi di quiescenza a periodi di attività parossistica esso appare sempre sovrastato da un pennacchio di fumo. A periodi abbastanza ravvicinati entra in eruzione iniziando in genere con un periodo di degassamento ed emissione di cenere vulcanica a cui fa seguito un'emissione di magma abbastanza fluido all'origine. Talvolta vi sono dei periodi di attività stromboliana che attirano folle di visitatori d'ogni parte del mondo a causa della loro spettacolarità. In genere le eruzioni dell'Etna pur fortemente distruttive delle cose, non lo sono per le persone se si eccettuano i casi fortuiti o di palese imprudenza come quello dell'improvvisa esplosione di massi del 1979 che uccise nove turisti e ne ferì una decina di altri avventuratisi fino al cratere appena spento. A memoria storica si ricordano centinaia di eruzioni di cui alcune fortemente distruttive.
Il 4 settembre del 2007, alle ore 17,30 circa, da una frattura apertasi pochi giorni prima sul fianco del cratere di sud-est ha dato luogo improvvisamente ad una fontana di lava dell'altezza stimata di circa 400 m. L'eruzione ha avuto la durata di 12 ore spegnendosi intorno alle ore 5.00 del 5 settembre.
Eruzioni notevoli nel corso degli anni
L'eruzione più lunga a memoria storica è quella del luglio 1614. Il fenomeno durò ben dieci anni ed emise oltre un miliardo di metri cubi di lava, coprendo 21 chilometri quadrati di superficie sul versante settentrionale del vulcano. Le colate ebbero origine a quota 2550 e presentarono la caratteristica particolare di ingrottarsi ed emergere poi molto più a valle fino allaquota di 975m s.l.m., al di sopra comunque dei centri abitati. Lo svuotamento dei condotti di ingrottamento originò tutta una serie di grotte laviche, oggi visitabili, come la Grotta del Geloe la Grotta dei Lamponi.
Nel 1669 avvenne l'eruzione più conosciuta e distruttiva, che raggiunse e superò, dal lato occidentale, la città di Catania; ne distrusse la parte esterna fino alle mura, circondando ilCastello Ursino, che sorgeva su uno sperone roccioso allungato sul mare, e superandolo creò oltre un chilometro di nuova terraferma. L'eruzione fu annunciata da un fortissimo boato e da un terremoto che distrusse il paese di Nicolosi e danneggiò Trecastagni, Pedara, Mascalucia e Gravina. Poi si aprì una enorme fenditura a partire dalla zona sommitale e, sopra Nicolosi, si iniziò l'emissione di un'enorme quantità di lava. Il gigantesco fronte lavico avanzò inesorabilmente seppellendo Malpasso, Mompilieri, Camporotondo, San Pietro Clarenza, San Giovanni Galermo (oggi frazione di Catania) e Misterbianco oltre a villaggi minori dirigendosi verso il mare. Si formarono i due coni piroclastici che oggi sono denominati Monti Rossi, a Nord di Nicolosi. L'eruzione durò 122 giorni ed emise un volume di lava di circa 950 milioni di metri cubi. Nel 1892 un'altra eruzione portò alla formazione, a circa 1800 m di quota, del complesso dei Monti Silvestri.
Ricerca di : Pardini Cristina e Cinquini Giulia 3° A
lunedì 17 gennaio 2011
lunedì 10 gennaio 2011
Fujiyama - monte Fuji
la sua cima è innevata 10 mesi all'anno e i giapponesi lo considerano talmente importante da ritener obbligatorio un pellegrinaggio sulle sue pendici.
Il Fuji è uno stratovulcano ha una forma a cono e man mano che ci si avvicina la vetta aumenta la ripidità la vetta è piatta, profonda circa 200 m e il diametro è di circa mezzo km è considerato ancora attivo anche se a basso rischio di eruzione
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